Come guadagnare se sei uno studente

Il bello e il brutto di avere 20 o più anni è la doccia di responsabilità che ti travolge appena metti piede del nuovo decennio. Devi tenere conto di tante cose, tante persone, e nel frattempo devi costruire te stesso, la tua persona.

Studiare, mangiare, accudire un familiare, lavorare, sostenersi perché fuori sede, qualcos’altro? E il tempo di vivere dove lo trovo?

Essere uno studente-lavoratore implica tanto impegno, e una buona capacità organizzativa, soprattutto se si vive da soli. Ma, delle volte, è una scelta necessaria da fare per proseguire gli studi.

Se il corso di laurea non permette di ritagliare abbastanza tempo per svolgere un impiego regolare (come quello di cameriere, segretario, assistente), si può ricorrere ad altri tipi di lavori, un po’ meno consoni, ma ugualmente soddisfacenti:

  • Vendere appunti
Photo by Green Chameleon on Unsplash

Lavoro” vecchio quanto il mondo. Se sei uno studente modello, che presenzia ad almeno il 90% delle lezioni, ha buone doti organizzative e una grafia leggibile, benvenuto nel paradiso degli appunti:

È l’underworld dell’università, fatto di sussurri e passaggi sottobanco. Si mormora che, delle volte, perfino i professori utilizzino gli appunti degli studenti stessi.

Tralasciando la nota mitologia, è interessante sapere come funziona in generale il mercato degli appunti.
In primis, è necessario essere sicuri di quel che si fa: non si può propinare materiale di scarsa qualità, perché le voci girano i fretta e ci vorrà poco affinché più nessuno si fidi né dei tuoi appunti né di te. Allo stesso modo, se si crea del buon materiale, sarà facile che molti colleghi chiederanno di te e dei tuoi appunti.

Non è necessario dover prendere 30 per passare i propri appunti; è invece fondamentale saper prendere appunti durante la lezione, e magari investire del tempo post-lezione, a revisionarli e ricopiarli, in modo ordinato e chiaro.

Al giorno d’oggi, sono diffusi sia gli appunti in formato digitale che cartaceo. Sta a te decidere quale metodo preferire. Puoi scegliere di scannerizzare gli appunti e inviarli in pdf a chi li richiede, oppure creare un plico fotocopiato (mai dare l’originale!) e inserire nel prezzo anche il costo della stampa.

Nel caso in cui proprio non ti va di avere a che fare con i tuoi colleghi di corso (e non), potresti optare per la vendita online: Etsy è un’ottima alternativa poiché ti permette di vendere anche file PDF, come queste.

Se t’interessa intraprendere questa strada, ma non sei così sicuro delle tue capacità scrittorie, su Youtube ci sono tanti video che spiegano come prendere appunti, usando anche diverse tecniche.

  • Medium
Photo by Kaitlyn Baker on Unsplash

Se ti piace scrivere, e sei pure bravo, ma non te la senti di caricarti dell’impegno di un blog, Medium fa al caso tuo.

Medium è una piattaforma aperta in cui i lettori trovano un pensiero dinamico e dove voci esperte e non scoperte possono condividere i loro scritti su qualsiasi argomento. 

Iscrivendoti gratuitamente al Medium Partner Program potrai essere pagato per scrivere di ciò che più ti appassiona o sei esperto.
Il pagamento è a cadenza mensile direttamente sul tuo conto, e si basa sul tempo che i lettori passo a leggere i tuoi articoli.

Questa piattaforma promuove la qualità più che la quantità, ovvero che preferisce contenuti realmente educativi ed interessanti, che ricoprono argomenti non molto comuni, indirizzati a utenti specifici.

  • Part-time Universitario
Photo by Clay Banks on Unsplash

Ogni università offre ai propri iscritti la possibilità di guadagnare lavorando in sede. Sul serio.

In generale, si deve partecipare ad un bando interno verso la fine dell’anno accademico (giugno-agosto) o fine anno solare (settembre-dicembre).
I requisiti d’ammissione variano da istituto ad istituto, così le mansioni che si andranno a svolgere, ma le più comuni sono:

  1. Supporto alle biblioteche, aule studio e didattiche, ai laboratori e aule specifiche
  2. Supporto all’assistenza studenti
  3. Supporto al servizio di orientamento

Generalmente, si può lavorare per un massimo di 150 ore, pagate non meno di 7 euro cadauna.

Per approfondire l’argomento, è necessario informarsi sul sito del proprio ateneo, leggere il bando di selezione per il part-time (o Per Assegnazione Di Collaborazioni Studentesche) e decidere se si può fare richiesta.
Alla scadenza, verrà stilata una graduatoria e ad ogni studente vincitore del bando, sarà assegnata una mansione e una sede in cui svolgerla.

  • Car-sharing
Photo by Orkun Azap on Unsplash

Se si utilizza l’auto per andare all’università, o si percorrono lunghi tratti, si potrebbe snellire la spesa che riguarda benzina, parcheggio etc condividendola con uno o più passeggeri.

Basta trovare un paio di colleghi che frequentano il tuo stesso istituto, e in genere hanno i tuoi stessi orari, per proporgli di dividere il costo della benzina, del parcheggio e del pedaggio, in cambio della comodità di arrivare in orario e non dover subire il trauma dell’ora di punta in treno o autobus.

A differenza di altri paesi, come la Spagna, in Italia non sono ancora arrivate le app tipo Bolt o Uber, tramite le quali il processo di trovare qualcuno sarebbe decisamente semplificato, ma si pò ovviare al problema postando un annuncio sui canali universitari adatti: tipo il gruppo Telegram, Facebook o il forum degli studenti.

Cover photo by Thought Catalog on Unsplash

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