Lista di cose da fare post-quarantena

A metà di quel che si è rivelato essere un secondo mega-lockdown, a sole poche settimane dal Natale, rivivo vividamente i ricordi dell’anno passato, di quando ancora andavo all’università, bevevo dalla stessa cannuccia delle mie amiche e non mi preoccupavo di avere la mascherina in borsa.

Nonostante sembrano appartenere a una vita passata, tutti quegli attimi vissuti (oserei dire con spensieratezza) mi provocano un senso di inarrestabile ottimismo; come se rivedere le foto di gite fuori porta, l’organizzazione del Secret Santa, la vista da un finestrino dell’aereo, il video di due ragazze poco sobrie che saltellano per il centro storico, mi assicura che tutto questo è possibile, o quantomeno lo sarà prima o poi.


Non possiamo vivere per sempre in casa, tutto finirà, e sarà l’inizio di un qualcosa di nuovo, diverso sicuramente, ma porterà con sé le tipiche caratteristiche degli inizi: gioia, audacia e nuove possibilità.

La conseguenza diretta di questo ottimismo è proprio la speranza, mia eterna amica, che mi permette di immaginare il futuro, senza sentirmi una stupida, senza pensarci troppo. Ed è proprio in un pomeriggio piovoso di Novembre, che (tra una canzone di Spotify e una lezione non digeribile) ho preso carta e penna ed ho elencato tutte le cose che voglio fare una volta che sarà possibile farle: non so di preciso quando, se dopo questo lockdown, quando arriverà il vaccino, quando potremo uscire senza mascherina o quando potrò tornare ad abbracciare i miei nonni senza paura.

Intanto, quando arriverà il momento, io so già cosa fare:

  • Viaggiare

Quanto sarebbe bello mettersi i macchina, prenotare un biglietto aereo, prendere un treno e partire? Magari per una città vicina, una capitale europea o per, finalmente, visitare quella meta oltre oceano dei tuoi sogni. Sarebbe bellissimo, e ti farebbe provare tutte quelle cose che solo un viaggio è capace: scoprire nuovi posti, conoscere nuove persone, tornare un po’ diversi, e non vedere l’ora di ripartire di nuovo.

  • Andare al cinema

Negli ultimi mesi, che fosse con amici o parenti, abbiamo sempre evitato i posti al chiusi come la peste, solo in casi strettamente necessari (come il supermercato) cedevamo. Adesso spero vivamente di potermi chiudere in una sala chiusa, con minimo 100 posti, a vedere un film a caso, non m’importa. E mangiare tanti popcorn.

  • Serata in discoteca

Non sono amante dei posti affollati, in cui è difficile anche girare su se stessi, ma adoro ballare e adoro la musica: mi piace divertirmi con le persone a me care, magari dopo aver bevuto un paio di drink dolciastri, e ridere delle mosse poco consone ad una serata in discoteca. E ancora, abbracciarci e saltare insieme, urlando le parole di una canzone di Avicii che sembra azzeccata per quell’esatto istante di felicità

Poi voglio tornare prima dell’alba e dormire a casa di qualcuno, senza mettere il pigiama, prima però, fermarci in una pasticceria e fare colazione, con le palpebre che calano e un caffè che non sa di nulla, se non di vodka.

  • Passare un weekend nella natura

Campeggio, rifugio sulle Alpi, tenda in spiaggia, roulotte in montagna, non lo so ancora, ma voglio passare due giorni in cui ogni mattina mi sveglio e respiro aria pulita, così pulita che mi brucia i polmoni, con il freddo che mi gela le ossa, e ammirare la calma del posto. Non mi servirebbe nient’altro per essere tranquilla con il mondo.

  • Fare un tatuaggio

O meglio, farne un altro. Sono anni che ho stampato in mente tutte le opere d’arte che voglio imprimere per sempre sulla mia pelle, e credo che non ci sia momento più adatto che commemorare la fine di una guerra. 

  • Scattare tante foto (e stamparle)

Nella mia famiglia c’è sempre stata questa comune ossessione verso le foto stampate, di fatti ancora oggi, nonostante la digitalizzazione, teniamo a sviluppare i ricordi a noi più cari e goderci il momento di sistemarli negli album trasparenti. Ovviamente, gli ultimi mesi non sono stati i più proficui in termini di ricordi da immortalare, per questo motivo vorrei tanto crearne di nuovi, una volta fuori di qui, e stamparli. Cosicché, tra qualche anno, spolverando la libreria, mi capiteranno tra le mani e non potrò fare a meno di sorridere.

  • Uscire con i miei amici e abbracciarci

Credo che non ci sia altro da aggiungere. Mi mancano, nonostante i messaggi, le videochiamate e gli audio. Non voglio prendere un caffè o uno Spritz, voglio sedermi in auto a parlare di tutto e di nulla, con sottofondo una playlist anni 90, o ammirare il panorama dal punto più alto della città, mentre indosso una felpa non mia. Camminare sul porto al tramonto, ridursi all’ultimo per decidere dove andare. Ma, alla fine, stare insieme.

  • Andare all’università

Lo so, non sarà tra i desideri più comuni degli studenti, ma a me manca quell’ambiente: sebbene impiegassi circa 4 ore tra andare e tornare, le aule studio non avevano prese per caricare il pc e il caffè delle macchinette faceva piangere, mi è impossibile negare che trascorrere le giornate in università era bello. 

Mi fa sentire parte di qualcosa, mi ricorda perché sono lì e perché lo sto facendo. Per non parlare degli attimi condivisi con gli altri studenti, tra una lamentela e una lezione pallosa, che erano l’unico modo per superare una giornata infernale. 

  • Andare ad un concerto

Sebbene l’ambiente può sembrare simile, è completamente diverso che andare in discoteca; partecipare ad una live di un tuo cantate preferito, magari accompagnato dal tuo migliore amico o da tua sorella, e cantare a squarciagola quelle canzoni che per te significano troppo, credo che sia una dell’esperienze più significative che tu possa regalare a te stesso. Godersi un paio d’ore di felicità senza troppe pretese, ecco quello che desidero.

  • Vedere i miei nonni

Sono mesi che non li vedo, qualche volta li ho chiamati, altri ho avuto modo di fargli capire cosa significa fare una videochiamata. Ma passare un pomeriggio a parlare con loro, davanti un the caldo, a leggere sul divano consumato dai troppi Natali, vivere il dolce far nulla e non sentirsi in colpa, fuggire da un esame imminente per andare a trovare i nonni (consapevole che è un’ottima scusa da refilare anche a te stesso) è quello che mi manca.

E tu, cosa vorresti fare?

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