Quando non vuoi togliere il pigiama

Oggi, 20 Novembre 2020, è il primo giorno dall’inizio della quarantena che non tolgo il pigiama. Probabilmente lo toglierò solo per far finta di allenarmi più tardi.

Ci tenevo a ricordare questo momento come un avvertimento, perché sin dall’inizio della quarantena (nel lontano Marzo), ho sempre cercato di seguire una routine molto semplice, che mi aiutasse a essere produttiva, anche restando sempre in casa.

Oggi ho detto no. Mi sono svegliata tardi, ho indossato la vestaglia, il tempo di fare colazione ed ho seguito l’unica lezione della giornata.

Voglio comunque fare quel che devo fare, o meglio, quello che dovrei fare in modo da raggiungere i miei obiettivi: prepararmi per una prova intercorso, sistemare degli appunti scritti male, rispondere all’email, scrivere un articolo per il blog, allenarmi e leggere Harry Potter per la seconda volta.

Le cose da fare sono tante, ma stamattina ho valutato che almeno il 90% di esse non richiedessero un particolare abbigliamento. Così ho tenuto il mio pigiama rosa in cotone e ho preso posto alla scrivania. Al momento, più della metà della mia To-Do lista è stata completata.

Vedi, riesco ad essere produttiva anche in pigiama! Brava!

Vorrei sapere questa necessità di essere sempre iper-prduttivi, pronti e scattanti dove nasce; siamo tutti chiusi in casa, relegati dietro degli schermi, che se potessero piangerebbero fino al 2030, nel bel mezzo di una pandemia globale a continuare le nostre vite come se tutto fosse normale.

Ma chi, cosa, quando e soprattuto perché?

Accettiamo che tutto ciò ci ha destabilizzato, ha scombussolato le nostre vite senza permesso e richiesta alcuna, ci ha forzato a cambiare e adattarci in un tempo così breve che il prima ci sembra un miraggio.

Allora, se per un pomeriggio o giorno intero decido di non fare nulla, di non guadagnare un euro, di non studiare, di mandare a quel paese la disciplina, perdermi nei meandri di Pinterest, impiegare due ore per lavare i capelli, creare una playlist per la prossima volta che viaggerò, fare una lista di tutto ciò che voglio regalarmi per Natale, procrastinare, mangiare una torta invece del minestrone, non organizzare la giornata…cosa succede?

La polizia della produttività mi verrà ad arrestare? I draghi di LinkedIn mi disattiveranno l’account? Se rispetto la mia routine che prevede di non fare per forza qualcosa, cosa mi succederà?

Nulla.

Assolutamente nulla.

Sono viva, in salute, ho un tetto, un letto, la possibilità di prendermi un giorno di pausa, bere tre tisane differenti, mangiare le gallette con la Nutella e leggere invece che studiare. Per me, oggi, è questo che conta.

Sto bene, nel mezzo del marasma che è diventata la vita, io sono seduta alla mia scrivania, a decidere quale sarà la prossima cosa che non farò. Mentre indosso il pigiama rosa in cotone, le pattine grigie dell’Ikea e i capelli da lavare.

2 pensieri su “Quando non vuoi togliere il pigiama

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